Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte
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Maria Pascoli e il fascismo

Cosa raccontano le carte

Quel che emerge in particolar modo dall’archivio di Maria è un intervento di damnatio memoriae relativo ai rapporti tra la sorella del poeta e il fascismo. È sempre stata assodata la posizione di consenso che Maria tenne nei confronti del fascismo, ed altrettanto diffusa la convinzione che forse la stessa Mariù abbia cercato di cancellarne il ricordo.
A questa affermazione conduce l’analisi di diverse fonti che si intrecciano tra loro: agende, fotografie, giornali, semplici annotazioni.

Anzitutto le agende. Esse riportano la narrazione dei diversi viaggi che Maria fece nella capitale dal 1925 al 1938; in tali occasioni la sorella del poeta conobbe e frequentò personalmente il Duce. Le agende di questi anni sono costellate di commenti, relativi non solo alle udienze con il Capo del Governo, ma anche ai rapporti con le istituzioni politiche locali, alle visite di personaggi di regime, agli eventi politici di risonanza nazionale. Sempre le agende ci confermano la presenza di un rapporto epistolare col Duce: Maria scrive a Mussolini per affari editoriali, per la costruzione dell’asilo, per la sistemazione della tomba del fratello; alla luce di uno spoglio sistematico delle carte di Mariù, non rimane però traccia di questa corrispondenza.
Il carteggio di Mariù non è però stato del tutto toccato: sopravvivono testimonianze di rapporti epistolari con personaggi illustri di regime; in particolare un nucleo documentario è costituito dalla corrispondenza con il Ministro dell’Educazione Nazionale Giuseppe Bottai, col quale Maria intrattenne rapporti di sincera stima e amicizia, tanto da arrivare a rivolgersi l’uno all’altra utilizzando il “tu”, circostanza rarissima tra i corrispondenti di Maria.
Tracce di un intento censorio sono inoltre leggibili in interventi operati sulle agende. Per il 1934 e il ‘36 le carte presentano una asportazione in corrispondenza di alcune frasi; in altri casi il testo appare eraso. Sottolineiamo inoltre la completa assenza dell’agenda del 1930, anno in cui Mussolini si recò in visita a Barga e a Castelvecchio: un vuoto singolare, data l’abitudine di Maria di tenere regolarmente diari. Della visita del Duce non sembra essere rimasta concreta traccia all’interno delle carte di Maria. A farci toccare con mano la consistenza di questa rimozione è una lapide commemorativa, tutt’oggi presente dentro Casa Pascoli, in una stanza di passaggio attigua allo studio. La lapide, originariamente murata all’esterno a lato della porta della cappella, riportava la data della venuta di Mussolini a Castelvecchio - il 15 maggio 1930 -, e le parole pronunciate dal Duce nell’occasione: “Silenzio! Qui si entra nella casa della poesia”.

Un’altra visita illustre a Caprona sembra aver subito una cancellazione all’interno dell’archivio di Mariù: vale a dire quella della principessa Maria José di Savoia nel 1937, in occasione del venticinquesimo anniversario dalla morte del poeta; più precisamente questo appuntamento chiudeva un ciclo di conferenze dedicato a Pascoli presso il Lyceum fiorentino. Il “vuoto” di memoria della visita di Maria Josè tra le carte di Maria si è palesato in seguito al recente recupero di un album di fotografie scattate in occasione della visita. Queste inedite immagini sono conservate all’interno dell’archivio di Jolanda de Blasi, allora presidentessa della sezione letteratura del Lyceum; donna di notevoli simpatie nei confronti del regime e già da tempo in contatto epistolare con Mariù, la De Blasi aveva partecipato in prima persona all’organizzazione del ciclo di conferenze pascoliane e della visita della principessa.

Da questo esempio, appare scontata l’importanza delle fonti che non hanno potuto essere controllate né eliminate. Tra queste spiccano i giornali: è dalle pagine dei quotidiani e delle riviste d’epoca che sopravvivono testimonianze concrete degli stretti rapporti tra Maria e il fascismo: visite ufficiali, esistenza di rapporti epistolari, elargizioni in favore dell’Asilo. Tra le diverse testate in particolare la serie de “La Corsonna”, giornale barghigiano dell’epoca, evidentemente per orgoglio locale tendeva nei propri articoli a sottolineare a piè sospinto la frequenza e la consistenza dei rapporti di Maria con le gerarchie fasciste: la sorella del poeta diveniva in questa luce nume tutelare del territorio barghigiano e, più concretamente, catalizzatrice di risorse amministrative ed economiche.

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Sul colle di Caprona

Documentario realizzato da Milvio Sainati in occasione del centenario della morte di Giovanni Pascoli (6 aprile 1912 - 6 aprile 2012)